Il limite di 85.000 € nel forfettario
Il regime forfettario è riservato a chi incassa al massimo 85.000 € l'anno di ricavi o compensi. Conta il principio di cassa: ciò che incassi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre, non quello che fatturi. Ecco cosa succede quando ti avvicini alla soglia.
Le due soglie
| Incassi nell'anno | Cosa succede |
|---|---|
| fino a 85.000 € | resti forfettario anche l'anno dopo |
| da 85.000,01 € a 100.000 € | resti forfettario fino al 31 dicembre, dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario |
| oltre 100.000 € | esci subito: dalla fattura che supera 100.000 € applichi l'IVA e il regime ordinario |
Quanto resta con 85.000 €
Professionista in gestione separata, coefficiente 78%: reddito 66.300,00 €, contributi 17.284,41 €, imposta 15% 7.352,34 €. Netto: 60.363,25 € (5.030,27 € al mese).
Con 95.000 € incassati resti forfettario per l'anno (netto 67.464,81 €), ma dal 1° gennaio successivo sei nel regime ordinario.
Cosa cambia nel regime ordinario
- Applichi l'IVA in fattura e la versi periodicamente.
- Paghi l'IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43%) più le addizionali, sul reddito reale (ricavi meno costi documentati).
- Puoi dedurre le spese effettive e detrarre l'IVA sugli acquisti.
- Gli adempimenti aumentano (liquidazioni IVA, registri).
Per chi ha costi bassi, il passaggio all'ordinario può far scendere il netto in modo sensibile. Se sei vicino alla soglia a fine anno, ricorda che conta la data di incasso: un pagamento che arriva il 2 gennaio vale per l'anno nuovo. Non è però possibile "spostare" incassi in modo artificioso: le regole vanno applicate con correttezza.
Le altre cause di esclusione
- Redditi da lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 € nell'anno precedente (soglia valida per il 2026).
- Partecipazioni in società di persone o in SRL che svolgono attività riconducibili alla tua.
- Lavorare prevalentemente per il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni.
- Spese per dipendenti e collaboratori oltre 20.000 € lordi.
Come usare il calcolatore
Il calcolatore qui sopra parte dai dati di questo esempio. Inserisci quanto pensi di incassare nell'anno, scegli la tua attività (il coefficiente dipende dal codice ATECO) e la gestione previdenziale: gestione separata se sei un professionista senza cassa, artigiani o commercianti se svolgi un'attività d'impresa. Se sei nei primi cinque anni e hai i requisiti, scegli l'aliquota al 5%. Il risultato mostra contributi, imposta e netto annuo e mensile: un buon punto di partenza per decidere quanto mettere da parte ogni mese per giugno e novembre.
FAQ
Cosa succede se supero 85.000 euro nel forfettario?
Se resti sotto 100.000 €, rimani forfettario fino al 31 dicembre e passi al regime ordinario dall'anno successivo. Se superi 100.000 €, esci subito e applichi l'IVA dalla fattura che fa superare la soglia.
Il limite di 85.000 euro è sul fatturato o sugli incassi?
Sugli incassi: nel forfettario vale il principio di cassa, cioè contano i compensi effettivamente ricevuti nell'anno.
Quanto resta netto con 85.000 euro nel forfettario?
Per un professionista in gestione separata circa 60.363,25 € l'anno: 17.284,41 € di contributi e 7.352,34 € di imposta al 15%.
Fonti (verificate il 5 novembre 2026): L. 190/2014, art. 1 commi 54-89 e allegato 4 (coefficienti); L. 199/2025 (limite redditi dipendente 35.000 € per il 2026); INPS circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (gestione separata: 26,07%, minimale 18.808 €, massimale 122.295 €); INPS circolare n. 14/2026 (artigiani e commercianti: contributi minimi 4.521,36 € e 4.611,64 €, soglia 56.224 €); Agenzia delle Entrate, scheda «Regime forfetario».